Ho davvero poca voglia di scrivere. Smaltisco stamattina il sonno arretrato della settimana e le incazzature dettate da certe piccole e quotidiane inciviltà che mi mandano in bestia. Mi sveglio pensando al fatto che,a volte, le persone sanno essere davvero molto molto “piccole”. Eppure,io sono convinta che gli esseri umani in genere abbiano delle potenzialità grandi, e che nei momenti di frattura sociale,difficoltà ed incomprensione venga fuori una solidarietà che spesso si perde. Pensando a tutto questo, mi viene in mente qualche immagine.

Giugno 2009. Sera, clima fresco di piena estate, seduti a chiacchierare su una panchina fuori dall’associazione. Si parla di gelato,vacanze estive,cose futili. Poi squilla il telefono.

“Allarme protezione civile, un treno è esploso a Viareggio, i mezzi delle loro associazioni sono distrutti, bisogna correre in aiuto da tutta la Toscana. Ci sono almeno 10 morti.”

E’ ancora piena estate, è ancora sera, ma l’aria intorno ha cambiato odore. L’improvviso evolversi della strage coglie di sorpresa tutti, lascia attoniti e sgomenti a cercare di aiutare e recuperare ciò che ancora si può salvare. Via Ponchielli è una colonna di fumo,urla e disperazione, all’alba si piange sui marciapiedi in ricordo di chi, in un istante, è stato spazzato via. Si raffreddano le case con gli idranti, si organizzano i trasporti verso il Centro Ustioni di Pisa. Alcuni di loro hanno ustioni al 70% del corpo. Alessandro è ustionato, racconta di essersi ferito aiutando un ragazzo con una gamba bloccata che temeva di bruciare vivo. Nel crollo di una delle abitazioni di via Ponchielli si è salvato un bambino: i cani dell’Unità Cinofila di Forte dei Marmi ne hanno avvertito la presenza, era ancora nel suo letto quando è stato portato via dai volontari. M., 50 anni, al momento dello scoppio passava in motorino da via Ponchielli. Di lui, non rimane che cenere.

E’ un dolore così grande che le persone non lo possono raccontare. Però, lo affrontano. I giorni seguenti sono un brulicare di persone che arrivano, portano aiuti, se ne vanno, allestiscono alloggi di fortuna, consolano, vegliano in ospedale. Si vegliano sconosciuti, si aiutano vicini di casa con i quali magari prima si era in lite per il giardino, si portano aiuti a chi non si conosce. Si è solidali. Si ricorda chi è morto per salvare i propri cari,come Hamza, 17 anni, che dopo l’esplosione ha salvato la sorellina di 2 perdendo poi la vita. Queste, sono le persone che voglio ricordare.

Mi piace pensare che anche nel quotidiano diventeremo, un giorno, questo tipo di umanità. Mi piace pensare che si possa essere solidali anche per le cose futili, mi piace pensare che anche la competizione possa tirare fuori il meglio di noi, e non soltanto il peggio. Altrimenti, più che futuri medici,avvocati,politici o letterati, saremo solo e sempre piccole persone. 

Elisa

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